GUIDA ALLA MANUTENZIONE DEL CARRELLO

 

 

 

Il mantenimento dell'efficienza del carrello agevola le operazioni di alaggio e varo della barca ed evita imprevisti spiacevoli.

La maggior parte dei carrelli è ormai costruita con profilati di acciaio zincati a caldo o verniciati, uniti da saldature e imbullonati. La ruggine in condizioni normali non si forma, ma nodi e abrasioni possono togliere la zincatura e rendere vulnerabile il metallo. Non rappresenta invece un problema quella specie di patina bianca (o puntinatura) che si forma sulla superficie dopo un po' di tempo.

Da verificare durante l'ispezione è il serraggio di tutti i dadi e i punti di saldatura. Altro punto debole del carrello è il gruppo ruota-sistema frenante. Tutti i costruttori si raccomandano di non immergere le ruote in acqua durante il varo e l'alaggio della barca. ma non sempre ci si riesce. Così si innescano fenomeni di corrosione che possono portare a usure e grippaggi.

Mozzi delle ruote, cuscinetti, anelli paraolio e ganasce dei freni sono le componenti più a rischio. Per intervenire sui primi tre, che vanno periodicamente ingrassati, occorre una certa manualità altrimenti si puo' ricorrere a un meccanico. Più facile è invece controllare le ganasce dei freni; è importante che abbiano sufficiente spessore (almeno 3 millimetri) e molle con leveraggi integri. Anche il tamburo su cui agiscono le ganasce non deve presentare segni di ovalizzazione, in caso contrario è possibile portarlo a rettificare.

Strategico è poi verificare guaine e i cavi che azionano il sistema frenante, è qui infatti che spesso ristagna l'acqua di mare causando corrosioni o facendo inceppare i cavi, con il rischio di surriscaldare le ganasce e provocare il bloccaggio delle ruote. I cavi vanno puliti, ingrassati e regolati agendo sulle viti di registro.

Si passa quindi all'ammortizzatore idraulico. E' il dispositivo che, agendo per inerzia, attiva la frenata del rimorchio azionando un sistema di leveraggi, rinvii e cavi. Il suo movimento deve essere fluido: da lubrificare l'area di lavoro tramite gli ingrassatori. Anche la cuffia di gomma che lo protegge deve essere integra.

Olio di gomito e lubrificante servono anche per il gancio, il giunto a cavità sferica che permette di collegare il rimorchio al veicolo. Quelli più recenti hanno un segnalatore di usura, colorato, per tenere sotto controllo il consumo della sfera.

L'argano con il quale si controlla il varo e l'alaggio dello scafo non ha invece bisogno di particolari manutenzioni, basta che la cinghia tessile o il cavo di acciaio siano integri e il cricchetto giri senza impedimenti. Più a rischio sono invece i contatti elettrici che fanno funzionare l'impianto delle luci. Occorre proteggerli con abbondante spray disossidante soprattutto nelle giunzioni dei faston, nei portalampada e le spine di collegamento.

Ultimo punto debole del carrello sono gli pneumatici, spesso trascurati. Sopportano tutto il peso del rimorchio e devono essere gonfiati alla giusta pressione (indicata dal costruttore), avere il battistrada a norma (la legge prevede uno spessore minimo di 1,6 millimetri) e la superficie laterale integra. I dadi che fermano le ruote devono essere ben serrati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Articolo tratto dalla rivista “Bolina”.