IL MARE
Se
pensiamo al mare la prima immagine che appare ai nostri occhi è quella di una
distesa di acqua salata che si diparte da costa allontanandosi verso il largo.
Forse influenzati dall’aspetto più poetico e romantico, spesso lo immaginiamo
come un elemento indipendente e a sé stante rispetto alla terraferma, inserito
in un ambiente costiero ma comunque autonomo ed estraneo ad esso.
In realtà il mare è un vero e proprio sistema, un elemento cioè in continua
interazione con ciò che lo circonda, in primo luogo con l’atmosfera e la
costa (spiaggia o roccia che sia).
La massa d’acqua marina è raccolta all’interno dei bacini, che fungono da
contenitori. I continenti e più nello specifico i tratti costieri marginali ai
bacini, ne costituiscono la limitazione e quindi il confine con la terraferma.
Il Mediterraneo per esempio è una mare chiuso (come dice il nome “tra le
terre”) che si estende sulla piattaforma continentale europea ed africana,
diviso a sua volta in numerosi bacini minori a seconda della morfologia del
fondale e della posizione geografica.
Il mare, in continua interazione con ciò che lo circonda, effettua scambi di
materia ed energia con i sistemi limitrofi, ed è proprio il tipo di interazione
che ne determina le caratteristiche fisico-chimiche e di conseguenza la
tipologia di organismi che vi abita.
Il tratto di terraferma costiero,
in contatto con l’ambiente marino, lo influenza notevolmente; in primo luogo
l’apporto terrigeno di materiale detritico e sedimenti da costa alimenta
continuamente i bacini, permettendo la formazione di spiagge e di depositi
subacquei. Tali apporti, di entità diversa a seconda dell’area geografica, si
originano principalmente dai fiumi, dall’erosione costiera e dall’azione di
vento e di ghiacci. Da costa provengono anche apporti di tipo antropico, causati
dagli scarichi civili ed industriali o dalla presenza di strutture portuali.
Tutto ciò che da terra viene convogliato in mare, naturale o no, entra a far
parte di una serie di processi interni del sistema che portano a svariate
trasformazioni. Il sedimento, per esempio, viene trasportato dalle correnti
lungo costa o verso il largo, e depositato in altre zone; il moto ondoso modella
i frammenti fino a ridurli a particelle arrotondate più o meno grandi.
Le sostanze organiche sono invece soggette a decomposizione, sia quelle naturali
(foglie, rami, terra…) sia quelle provenienti da scarichi di tipo domestico e
contenenti quindi nutrienti e residui fecali (la carica batterica presente in
questi casi viene abbattuta dalla radiazione solare, dalla salinità e dai
processi di diluizione).
Oltre all’apporto di sostanze
provenienti direttamente da costa, esistono continui scambi di materia ed
energia della massa d’acqua, all’interfaccia con l’atmosfera e con il
sedimento del fondale.
Nel primo caso, le molecole di gas presenti nell’aria vengono sciolte
nell’acqua ed inserite nel sistema; al contrario l’elevata tensione superficiale dell’acqua marina
facilita la formazione di aerosol, minuscole gocce d’acqua originatesi dalla
rottura di bolle d’aria superficiali, che raccolgono gas disciolti, sali
disciolti e sostanza organica, e il più delle volte riprecipitano direttamente
in mare.
Entrambi questi fenomeni dipendono dalla maggiore o minore solubilità del gas
stesso, dalle caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua (salinità,
temperatura) e dai fenomeni meteomarini (vento e turbolenza delle acque).
Il mare nello strato di contatto con l’aria, si arricchisce inoltre, come si
è già detto, di materiale particellato organico ed inorganico di origine
atmosferica, che si scioglie o precipita lungo la colonna d’acqua.
I gas e le sostanze che, attraverso l’atmosfera e gli apporti costieri,
entrano nel “sistema mare” si uniscono a quelle già presenti, derivate da
processi biologici e chimico-fisici interni, e subiscono una serie di
trasformazioni a seconda delle caratteristiche dei composti stessi. Alcune
sostanze, come sali solubili, sostanze organiche e altri composti chimici
idrofili, si sciolgono ed entrano a far parte del particellato in sospensione
nell’acqua, altri tendono invece a precipitare, raggiungendo il fondo.
Nel primo caso le sostanze vengono aggredite direttamente da batteri o assorbite
dagli organismi che vivono nell’acqua. I nutrienti (composti azotati e
fosforati) vengono assimilati dagli organismi autotrofi (fitoplancton o piante
marine) che utilizzano l’anidride carbonica disciolta per la fotosintesi
clorofilliana. Il materiale organico in sospensione può fungere da cibo per gli
organismi superiori che effettuano la respirazione consumando l’ossigeno
sciolto in acqua e liberando CO2.
Il materiale precipitato sul fondo entra a far parte del substrato sedimentario
grazie all’azione dei batteri. Le sostanze, se biodisponibili, vengono
digerite dagli organismi che vivono a contatto con fondo costituito ad esempio
da crostacei, molluschi ed echinodermi.
Va sottolineata l’importanza dell’attività batterica, che sia in acqua sia
nel sedimento trasforma le sostanze “scarto” in elementi nuovamente
utilizzabili dal sistema. Tali reazioni, che dipendono strettamente dalle
caratteristiche chimico-fisiche dell’ambiente (salinità, temperatura,
ossigeno e pH) sono quelle che permettono agli elementi di passare da una forma
ad un’altra.
Per quanto riguarda lo scambio di
energia e di acqua vera e propria, all’interfaccia con l’atmosfera si
realizzano importanti fenomeni come i processi di evaporazione, condensazione e
precipitazione. L’evaporazione in particolar modo consente il passaggio
dell’acqua allo stato gassoso. Questo fenomeno, associato al tipo di
circolazione, all’entità delle precipitazioni e degli apporti fluviali
determina le differenze di salinità tra un mare e l’altro. Nel Mediterraneo,
per esempio si riscontra uno spiccato aumento della salinità, spostandosi da
Ponente a Levante; questo fattore è dovuto principalmente al fatto che la parte
orientale presenta un’evaporazione maggiore, un scarso apporto fluviale e
minori precipitazioni, inoltre sono fondamentalmente le acque atlantiche,
provenienti dallo stretto di Gibilterra, a fornire un contributo consistente di
acque più dolci al bacino del Mediterraneo.
La radiazione solare rappresenta un contributo energetico fondamentale per il
sistema mare. In primo luogo permette la realizzazione dei processi
fotosintetici che stanno alla base dell’attività biologica; il riscaldamento
della superficie marina determina inoltre una differenziazione degli strati
d’acqua. Un tipico fenomeno fisico estivo legato a questo aspetto è la
formazione del “termoclino” a causa del quale le acque si stratificano a
diversi livelli di densità (determinata dalla diversa temperatura) e la
circolazione in senso verticale viene impedita.
All’interfaccia mare-atmosfera il vento riveste un’importanza fondamentale;
infatti soffiando costantemente su vaste superfici dell’oceano determina il
movimento delle acque superficiali dando origine alle correnti. Il vento inoltre
è anche il principale responsabile del movimento della formazione e
perturbazione delle onde.