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(Paramuricea clavata)
I meno esperti possono confonderla con il corallo. In
effetti, la gorgonia fa parte dello stesso gruppo degli ottocoralli,
cioè antozoi con polipi a otto braccia e può essere di colore rosso. La sua
forma, però, è del tutto diversa: ha una struttura a ventaglio che può
superare anche il metro e la sua crescita ha una particolarità: avviene in
modo perpendicolare alle correnti marine. Ha i rami che formano una sorta di
rete in cui resta impigliato facilmente il placton (piccoli animali e
particelle di cibo in sospensione). A prima vista , in fondo al mare i rami
sembrano blu, ma basta la luce di una torcia per svelare ai sub vivaci tinte
gialle, rosso carminio o anche bicolori. Una curiosità: le gorgonie dei mari
del Nord e del Centro Italia sono prevalentemente rosse. Più a Sud, invece,
si fanno via via gialle e, sotto lo Stretto di Messina, crescono solo
colonie giallo limone o arancio. Colori che, però anneriscono a contatto con
l'aria, mentre la struttura di sbriciola. Ecco perché la gorgonia non può
essere lavorata come il corallo.
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(Corallium rubrum))
Cresce appena 3 o 4 millimetri all'anno, aggrappato a testa
in giù sulle rocce o sul soffitto delle grotte sommerse. Il Corallo, che
vive fra i 10 e i 200 metri di profondità ha bisogno infatti di poca luce,
acque limpide e temperature costanti, tra i 13 e i 16 gradi. Il corallo è
composto da rami maschili e femminili, da cui escono per la riproduzione
nuvole di liquido fecondante che ricordano il polline. Ben diverso appare
quando è cosparso di petali piumati (vedi foto) che, in realtà, sono
tentacoli urticanti ed hanno il compito di catturare il placton, le piccole
particelle alimentari che vengono trascinate dalle correnti. Quando i
bocconi sfiorano i tentacoli, questi li catturano e si ritraggono nel ramo.
Il cibo servirà per nutrire la colonia di polipi che vive all'interno.
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(Anemonia
sulcata)
E' uno degli organismi marini più vistosi. Merito dei suoi
tentacoli urticanti, lunghi fino a 20 centimetri e disposti in sei file
concentriche intorno alla bocca centrale. L'effetto è impressionante, tanto
che i tentacoli sono popolarmente chiamati "capelli di serpe". Con la loro
base, larga fino a 30 centimetri, gli anemoni di mare si ancorano bene agli
scogli, ma solo nelle acque superficiali mai oltre i 25 metri di profondità.
Il motivo? Nei tentacoli vivono delle alghe microscopiche (le zooxantelle)
che, come tutte le piante, per vivere hanno bisogno di un pò di luce. Non si
sa ancora bene la ragione di questa strana convivenza. L'ipotesi più fondata
è che le alghe sfruttino i gas carbonici emessi dall'animale e, che questo,
invece, tragga vantaggio dall'ossigeno e dalle sintesi minerali prodotte
dalle alghe. A dispetto dell'aria leggiadra, i tentacoli sono anche uno
straordinario strumento di difesa: il loro veleno può paralizzare
all'istante molluschi, crostacei e pesci relativamente grandi. E può essere
pericoloso anche per i sub che si immergono senza muta, sfiorandolo si
rischiano crampi e, nei casi più gravi, problemi respiratori.
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(Spirographis Spallanzani)
Chiamati anche Fiocchi di mare, questi
animali fanno parte degli Anellidi, parenti stretti dei vermi. Si incontrano
fino a 40 metri di profondità. Nella foto si può vedere la "fioritura",
quando cioè i tentacoli escono dal corpo per due scopi: respirare e
catturare il placton.
LEPTOSAMMIA
(Leptosammia pruvoti)
Anche questo animale offre il suo piccolo
show subacqueo: non più largo di un centimetro e alto due, straripa con
grazia geometrica dal suo guscio per mostrare una seducente corolla carnosa
giallo-arancio. La Leptosammia appartiene al gruppo dei Coralli solitari e,
spesso, cresce proprio accanto al corallo, nelle grotte o sulle pareti
rocciose ombreggiate fra i 10 e i 50 metri di profondità. In genere non vive
in gruppi numerosi ma, a volte, spinte dalle correnti, le giovani larve si
fissano una accanto all'altra sul soffitto di una grotta. basta illuminarla
con la torcia e, la volta si trasforma in uno speciale cielo stellato.
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(Attinia equina)
La forma tondeggiante e il colore, d'un bel rosso fiamma, gli
hanno guadagnato questo nome. Il pomodoro di mare appartiene al gruppo degli
Esacoralli, cioè agli antozoi dotati di sei tentacoli o multipli di sei, a
cui appartengono anche gli anenomi di mare. Largo da tre a cinque
centimetri, vive pigramente ancorato agli scogli. Quando si sposta, lo fa
alla velocità di 15 centimetri al giorno, magari per raggiungere una zona
più pescosa, nei punti strategici di risacca e passaggio delle correnti. Di
giorno o quando affiora con la bassa marea, ritrae i tentacoli e assume una
forma quasi sferica, si direbbe proprio un piccolo pomodoro nato, non si sa
come, sugli scogli. Ma basta l'odore di un frammento di pesce o di un
gamberetto, perché i tentacoli escano allo scoperto e l'actinia
raddoppi di misura e si trasformi in un fiore vistoso. Anche in questo caso
i tentacoli sono urticanti e servono per paralizzare e catturare i piccoli
pesci. La riproduzione è di tipo sessuale: il maschio emette dalla bocca e
dai tentacoli nuvole di spermatozoi, la femmina li ingoia e la fecondazione
avviene nel sacco materno.
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(Parazoanthus axinellae)
La margherita di mare è un animale epibionte, cioè si
adatta a vivere su altri esseri viventi. Cresce nella parte ombrosa delle
rocce superficiali e, più giù, al buio fino a 240 metri di profondità.
Quando il posto cui ambisce è occupato da una spugna del genere Axinella,
non si fa tanti scrupoli: vi si installa sopra e non si muove più. i suoi
polipo carnosi, infatti, possono fondersi ai tessuti dell'ospite. Alte fino
a due centimetri, le margherite di mare vivono in colonie relativamente
estese. Fanno parte degli Zoantari, gruppo di antozoi diffuso soprattutto
nei mari caldi. Una curiosità: i polipi di questi animali non sono in grado
di formarsi da soli uno scheletro calcareo. per supplire a questa mancanza,
durante la crescita incorporano nei tessuti tutto quello che trovano nei
dintorni: aculei di spugne, granelli di sabbia, piccoli detriti. In questo
modo ottengono una struttura solida che, permette loro di stare ben saldi,
pronti a raccogliere il plancton. |
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