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Di
solito siamo abituati ad identificare animali velenosi o pericolosi con
luoghi esotici e lontani e questo è in larga parte giusto.
Ciò non toglie che anche in Mediterraneo ci siano alcuni pesci “velenosi”,
nel senso che possiedono ghiandole in grado di secernere sostanze più o meno
tossiche.
Fortunatamente nessuna specie è considerata mortale e la pericolosità per
l’uomo si riassume sostanzialmente in punture più o meno dolorose, anche se
la sensibilità nei confronti di queste tossine è individuale e gli effetti
sono diversi da un soggetto all’altro.
Un esempio è costituito dai
Trachinidi più comunemente conosciuti come “pesci ragno”, in
Mediterraneo ne esistono quattro specie che hanno abitudini molto simili fra
loro, vivono seppelliti nel fondo di solito sabbioso o fangoso facendo
sporgere la parte superiore del capo e la prima pinna dorsale con le spine
erette.
Alla base delle spine della pinna dorsale ci sono cellule che producono
veleno che corre lungo dei solchi anteriori e posteriori della spina, anche
l’opercolo branchiale è munito di una spina velenifera.
Il veleno è un liquido bluastro ad azione neurotossica simile a
quello di alcuni serpenti. Le punture provocano un dolore fortissimo e
sintomi diversi, febbre vomito, difficoltà respiratorie, si conoscono
rarissimi casi di morte.
La tossina è sensibile al calore, immergere la parte colpita in acqua molto
calda aiuta ad alleviare i sintomi.
Altri pesci che possono provocare punture fastidiose sono gli scorfani che
hanno parenti tropicali dalle punture mortali.
Anche gli scorfani hanno spine velenifere sugli opercoli e sulle pinne
dorsali.
Altra puntura molto dolorosa è quella che può essere inflitta dai Trigoni.
I Trigoni come la Pastinaca possiedono nella coda un aculeo con ghiandole
velenifere simili a quelle dei “pesci ragno”, l’aculeo molto affilato
provoca anche ferite profonde.
Altro pesce curioso per il suo aspetto è il Pesce Prete anch’esso con due
spine velenose sul capo. Lo spinarolo,
Squalus acanthias, un piccolo
squalo di fondale possiede una spina su ciascuna pinna dorsale, e, se
disturbato, inarca il corpo cercando di colpire con i due aculei, i pareri
sulla velenosità delle ferite sono però discordi.
Ovviamente bisogna ricordare che nessuna di queste specie attacca
volutamente l’uomo, che incappa occasionalmente nei meccanismi di difesa di
questi animali.
Per sfatare un mito, il morso della Murena
non è velenoso, ma alcuni batteri ospiti della cavità boccale possono
provocare dolorose infezioni.
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