L'ALALUNGA

 

 

 

L'alalunga è un pesce d'alto mare che ricorda da vicino il tonno. Si distingue da quello in primo luogo per il particolare sviluppo delle pinne pettorali, le quali arrivano a superare in lunghezza l'estremità posteriore della seconda pinna dorsale, più alta e breve. Proprio la lunghezza delle pinne le ha valso il nome di alalunga e anche di "tonno dall'ala". Altri segni di distinzione rispetto al tonno sono: la coda più esile, ma ugualmente ampia e falcata; l'opercolo la cui apertura è verticale, mentre nel tonno è semicircolare; il corpo nel complesso più affusolato; le dimensioni ridotte; le carni che sono bianche e non rosse (da cui anche il nome di "tonno bianco").

Il dorso è azzurro cupo, i fianchi sono bluastri, il ventre è argenteo. Nell'insieme l'alalunga è più azzurra del tonno ma, come quest'ultimo è quasi priva di squame, salve il corsaletto anteriore.

Pesce d'indole gregaria, l'alalunga vive in banchi e conduce vita pelagica di profondità. Come il tonno, suo stretto parente, risale in superficie nelle stagioni più tiepide per riprodursi e per dare la caccia ai Clupeidi, agli sgombri, ai pesci volanti e ai cefalopodi che insegue velocemente, talvolta compiendo salti fuor d'acqua con acrobatiche e spettacolari piroette. Dalla primavera all'autunno l'alalunga migra dalle sue zone di maggior concentrazione (fra Azzorre e Canarie) verso il nord Atlantico e penetra nel Mediterraneo, fino al Bosforo e al Mar Nero.

Si nutre principalmente di Clupeidi (sardine e alici) ma, per la sua voracità, abbocca qualsiasi organismo vivente che incontra. Predilige piccoli sgombri, pesci volanti, crostacei e cefalopodi.

Anche per quanto riguarda tempi e modalità della riproduzione, l'alalunga presenta strette analogie con il tonno. Avvicinandosi il momento della riproduzione, che coincide con la primavera, le alalunghe si radunano in grandissimi banchi nei pressi delle coste delle Canarie, delle Azzorre e di Madeira. Là le femmine depongono migliaia di uova pelagiche che poi i maschi fecondano. Ma, oltre che nelle zone citate, la riproduzione può avvenire anche nelle acque dei mari italiani, limitatamente, però, al Tirreno. Il suo sviluppo segue gli stessi ritmi di quello del tonno. Da adulta, l'alalunga raggiunge la lunghezza di 1 metro circa e il peso di 10 kg.

Come si pesca.

Per pescare le alalunghe si usano i palamiti da fondo o da mezz'acqua. Sportivamente questo pesce è una preda molto ambita dai pescatori a traina che, se capitano nel punto giusto, possono fare molte catture. L'alalunga può essere pescata con esche naturali (sardine, alici, sgombri, polpetti) o artificiali. Tra queste, sono ottime le piume multicolori (bianche, gialle, rosse) lunghe da 7 ai 10 cm. Poiché le alalunghe procedono in banchi, dove se ne cattura una se ne troveranno certamente altre. Occorre però mantenere il banco nella scia dell'imbarcazione, richiamandolo con consistenti getti d'acqua emessi da una pompa centrifuga che, indirizzando il getto a pochi metri da poppa, simula la presenza di Clupeidi.  Altro sistema, d'uso generale nella pesca a traina, è quello di assicurare a poppa, per mezzo di un cavetto di qualche metro, un sacchetto di tela forata contenente una poltiglia di pesci e avanzi di pescheria (soprattutto sarde) che, mentre procede, lascia una scia odorosa e sapida che attirerà sicuramente le alalunghe.